Roberto Alessandrini

Nato a Forte dei Marmi  il 23 giugno 1958, vive a Viareggio in Versilia.
E’ un pittore, autore di fumetti e scrittore italiano.
Maestro d’arte, diplomato all’Istituto D’Arte “Stagio Stagi” di Pietrasanta.

Usa la Rete dal 1993, gioca a scacchi, fuma sigari toscani, adora il rum e Cuba, ha due gatti (Sole e Luna), un figlio e una compagna, che sono i suoi beni più cari e che hanno una pazienza infinita per le sue ‘pazzie’ .

Odia l’ipocrisia, i ‘padroni’ e i portaborse, non guarda la tv, ascolta jazz, blues e la musica degli anni ‘70. Non ha l’automobile ma una vecchia bicicletta con i freni a bacchetta di nome ‘Poderosa’ come la moto del Che nel suo viaggio in Americalatina.

Legge di tutto, comprese le istruzioni dell’Ikea e i campanelli dei condomini ( che, regolarmente, suona per poi scappare). Vorrebbe vivere su una barca a vela in giro per il mondo insieme alla sua compagna ma, per il momento,  si accontenta di navigare sulla Rete.

Informazione, Comunicazione, Internet, Pennelli

Ha realizzato dal 1982 fino al 2000 carri allegorici per il Carnevale di Viareggio ricevendo tre primi premi e due denunce per vilipendio a Capo dello Stato.
Oggi, dopo aver chiuso la sua esperienza nel Carnevale è ideatore, co-autore e responsabile del sito di informazione Cani Sciolti.
Tra i fondatori e promotori di Net Left, comunicazione e innovazione verso la sinistra europea e coordinatore del gruppo regionale toscano.
È uno degli autori di Diritto a comunicare e accesso ai saperi e in particolare del capitolo: Media: concentrazione, convergenza, consumo
A cura di Jason Nardi e Claudia Padovani, prefazione di Roberto Savio, pubblicato da Unimondo, APC Italia – Con il contributo della Commissione Europea.
E’ stato uno dei fondatori di Megachip-Democrazia nella comunicazione.

Note:

Cani Sciolti

NetLeft

Diritto a comunicare e accesso ai saperi

Cronache del Carnevale di Viareggio:

Nel 1992 per la prima volta la censura colpisce “Viareggio in maschera”, la rivista ufficiale del Carnevale nata nel 1921, fino a quel momento immacolata ed anche le cartoline a disposizione di turisti e collezionisti: nella foto del carro “Lacrime di coccodrillo” di Roberto Alessandrini, viene posto un bollino nero (successivamente tolto) sulla faccia del presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che figura sulla parte terminale del…fallo del grande coccodrillo Craxi, un’intuizione che però Alessandrini non aveva dichiarato nel bozzetto originario. L’aggiunta di una coda al serpente Cossiga funge da provvidenziale toccasana alla spinosa questione. Nel 1996 Alessandrini torna al centro dell’attenzione presentando una satira sugli esperimenti nucleari della Francia di Chirac nell’atollo di Mururoa: il carro si chiama “Bomba su bomba”, e al primo corso non sfila per motivi tecnici. Alla terza sfilata ecco però sbucare un fallo dal cappello da gendarme indossato da Chirac: l’aggiunta piace agli spettatori, particolarmente divertiti da questa intuizione. Meno divertita è invece la Fondazione, che invita il costruttore a sigillare il cappello ma Alessandrini non cede e il ‘fallo di Chirac’ rimane al suo posto tutti i corsi del Carnevale. E’ datato 1998 l’ultimo significativo episodio di censura operato nei confronti di un carro: ancora una volta il protagonista è Roberto Alessandrini, reo di aver presentato, nel carro ‘Giustizia è sfatta’,  il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nei panni di magistrato e che tiene in mano la bilancia della giustizia con i codici delle leggi su un piatto e le mazzette sull’altro.

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